
Il primo velivolo ultraleggero alimentato totalmente ad energia solare, venerdì scorso, ha compiuto il suo primo volo in altitudine. Un passo importantissimo, per le energie rinnovabili e per la tecnologia aerospaziale.
Se per Icaro fatale fu il sole, nel caso di Solar Impulse HB-SIA, il primo aereo ad energia solare, la stella madre rappresenta la primaria fonte di alimentazione. E così venerdì scorso, il piccolo gigante ultraleggero, coperto da una speciale pelle di celle fotovoltaiche ha fatto vedere di cosa è capace ed è decollato per il suo primo vero test di volo. “A 6 anni dal lancio del progetto – ha commentato André Borschberg, uno dei progettisti del velivolo – eravamo estremamente impazienti di questo primo test di volo. Sei anni di sviluppi, progetti, prototipi e test sono stati convalidati in due ore di volo.” E Solar Impulse non ha deluso le attese.
Decollato poco prima delle 10.30 dall’aerodromo militare di Payerne nel Canton Vaud, in Svizzera, l’aereo è atterrato verso le 12 allo stesso scalo, dopo un volo di circa un’ora e mezzo, 87 minuti per la precisione, e dopo aver raggiunto un’altitudine di 1200 metri.
Il Solar Impulse HB-SIA è il primo velivolo ad energia solare progettato per restare in volo giorno e notte, senza carburante, ad una velocità media prevista di circa 70 chilometri l’ora. Un progetto uscito dal Politecnico Federale di Losanna che ha come scopo finale quello di circumnavigare il globo terracqueo in sole 5 tappe, entro il 2012.
L’aereo, realizzato in fibre di carbonio, dispone di 12mila cellule fotovoltaiche, che alimentano quattro motori. La generazione dell’energia occorrente al volo è affidata, durante il giorno, alle celle fotovoltaiche sulla superficie superiore dell’ala e sulla coda. L’energia così generata viene spesa in parte per far volare l’aereo e in parte per ricaricare le batterie in modo da permettere il volo anche di notte. L’apertura alare è di 63,4 metri, analoga a quella di un Airbus A-340. Il suo peso è di circa 1600 chilogrammi, comparabile a quello di un’automobile.
Tra i creatori di questo progetto rivoluzionario vi sono personaggi di prim’ordine come l’elvetico Bernard Piccard esponente di una famiglia non nuova alle imprese avventurose. Il nonno, Auguste Piccard, fu inventore ed esploratore. In padre, Jacques Piccard, proseguì nel filone e divenne famoso per il record di immersione con un batiscafo, toccando nella Fossa delle Marianne una profondità di 10.916 metri. Betrand a sua volta ha seguito le tracce del padre e del nonno e già prima dell’impresa Solar Impulse, ha raggiunto la notorietà facendo il giro del mondo in pallone aerostatico.



