
Investire nel fotovoltaico, secondo l’indagine svolta e presentata a Roma alcuni giorni fa da I-com, potrebbe contribuire a a creare nel 2020 un valore aggiunto per l’economia italiana di 22 miliardi di euro , 45 mila posti di lavoro nei prossimi vent’anni e 6 milioni di tonnellate di CO2 in meno immesse in atmosfera.
Questi impressionanti dati sono il risultato della ricerca I-com “ll contributo del fotovoltaico alla competitività del sistema economico italiano”. Il presidente Stefano da Empoli aggiunge che queste risultanze si riferiscono allo stato attuale della filiera italiana. Ipotizzando infatti una produzione annuale equivalente a 3000 MW di pannelli fotovoltaici made in Italy, in parte destinata all’esportazione, si otterrebbe nel periodo 2010-2020 un valore aggiunto di 110 miliardi ed un’occupazione di 210 mila unità di lavoro in più
La ripresa della nostra economia potrebbe dipendere, quindi, anche da un corretto e necessario investimento in questo settore che garantisce un fatturato di circa il 50% del fabbisogno statale, grazie alla costruzione di una filiera di industriale del fotovoltaico. Ma l’economia non sarebbe l’unica a godere di benefici e vantaggi, in quanto i tornaconti ambientali registrerebbero un notevole abbassamento dell’effetto serra grazie all’eliminazione di fossili per 800 mila tonnellate di carbone, 200 mila tonnellate di elaborati petroliferi e 1,6 miliardi di m3 di gas annuali.
La ricerca evidenzia poi che i costi d’installazione e gestione di un impianto fotovoltaico di 1 MW nel 2011 sono previsti in diminuzione di circa il 15% rispetto al 2007, ma avverte che ridurre drasticamente la tariffa incentivante per il 2011 rischierebbe di rendere assolutamente non finanziabili molti progetti.
Secondo lo studio I-com infine “appare fondamentale prevedere un orizzonte temporale d’incentivazione sufficientemente lungo, specie se si vuole stimolare la crescita di una filiera industriale, in modo tale da ridurre l’incertezza per gli investitori e consentire al sistema paese di cogliere i benefici indicati in precedenza”.



