Fotovoltaico: impianti sperimentali


Nell’ambito delle energie rinnovabili, il fotovoltaico ha diverse applicazioni. Un impianto sperimentale è stato recentemente realizzato con componenti e marche diverse, allo scopo di testarne e compararne le prestazioni a parità di condizioni fisiche. Nel Nuovo Messico, invece, c’è un’installazione in un datacenter, dove un impianto fornirà una stringa sperimentale di 10 kWp.

images1Importante pubblicazione da parte VP Solar sui dati di produzione energia, raccolti in un proprio impianto fotovoltaico sperimentale dopo un anno di funzionamento.
L’impianto, che ha avuto accesso al Conto Energia, è stato realizzato con componenti di diverse marche e modelli, tutti nella stessa ubicazione, allo scopo di testarne e compararne le prestazioni a parità di condizioni fisiche. Ha una potenza totale di 48,40 kWp, con una superficie fotovoltaica di circa 380 m2 su un immobile di 900 m2. E s’avvale di diverse soluzioni: l’inseguitore solare, il frangisole, l’ancoraggio alla copertura industriale, con applicazioni sia architettonicamente integrate sia non. Per la sua realizzazione sono stati utilizzati 283 moduli fotovoltaici di 6 tipi differenti con potenza singola compresa tra 165 e 190 Wp e 10 inverter di 3 tipi, compresi tra 2.500 W monofase e 10.000 W trifase. Nel corso dell’anno non è stato necessario nessun intervento di manutenzione, in quanto non ci sono state né avarie né malfunzionamenti.

 

La produzione media dell’impianto, relativa al periodo 23 gennaio 2008 – 22 gennaio 2009, è stata di 1.271 kWh/kWp: nel periodo in esame le condizioni meteorologiche non sono state favorevoli a causa di una primavera e d’un autunno/inverno caratterizzati da tempo instabile e forti precipitazioni. Analisi simili su impianti VP Solar condotte sul 2006 e sul 2007, infatti, hanno fornito dati di produzione reale più positivi.

Questa media comprende la prestazione dell’inseguitore a due assi di 2,55 kWp, che ha prodotto i 1.530 kWh/kWp l’anno; e comprende il sottocampo fotovoltaico realizzato a frangisole, parzialmente ombreggiato, di potenza 3,96 kWp che ha prodotto 1.153 kWh/kWp. Depurando la totale produzione da queste due particolari componenti, risultano 1.266 kWh/kWp l’anno, con l’impianto che è orientato a -14° rispetto a sud con inclinazione delle superfici fotovoltaiche a 20° e con un parziale auto-ombreggiamento dovuto alla relativa vicinanza delle file di moduli; proporzionando la produzione riscontrata ad un’ipotesi di condizioni ideali (sud pieno con 30° di inclinazione), si può stimare la produzione di energia pari a 1.320 kWh/kWp l’anno.

Questo valore può essere direttamente rapportato ai 1.530 kWh/kWp l’anno dell’inseguitore, evidenziando una differenza del 16% di maggiore produzione. Va poi rilevato che è stato preso il sottocampo fisso con la migliore produzione, 1.349 kWh/kWp l’anno: essa può essere riproporzionata a 1.407 kWh/kWp l’anno nel caso di ipotetico sud pieno con 30° di inclinazione: tale valore ha uno scostamento di solo il 9% dal valore ottenuto dall’inseguitore. Questo dato è significativo, giacché usualmente i valori di maggiore produzione con un inseguitore a due assi indicati parlano di un 35% di sovrapproduzione (che nel caso specifico potrebbe significare oltre 1.780 kWh/kWp l’anno). I dati reali di produzione di questo impianto indicano che l’inseguitore produce sì circa un 35% di energia in più rispetto la stima di produzione di un impianto fisso, ma che la reale produzione di un impianto fisso realizzato con buoni componenti, con una corretta configurazione e dimensionamento, supera perlomeno del 10% (a volte anche di oltre il 20%) la stima di producibilità. Questo dato è comprovato dalle centinaia di impianti realizzati e monitorati da VP Solar nel corso degli ultimi anni.

Datacenter alimentati con il fotovoltaico
Per nutrire quei grandi consumatori di elettricità che sono i centri di elaborazione dati Intel ha scelto d’intraprendere la strada FV. Lo sta facendo per un datacenter di Rio Rancho nel Nuovo Messico, dove un impianto fotovoltaico fornirà una stringa sperimentale di 10 kWp.
Stesso esperimento anche in casa Sun: il progetto Blackbox riguarda D20, un data center racchiuso in un container e completo di 240 macchine. Non solo queste “scatole nere” richiedono il 40% in meno di energia, ma sono anche completamente riciclabili. I risultati in termine di autonomia sono ancora scarsi, ma evolutivi rispetto già allo scorso anno quando sempre Sun presentò al CeBit di Sydney il Sun MD, alimentato da 200 m2 di pannelli solari che non riuscirono ad alimentare un rack nella configurazione tipica ad alta densità di un Blackbox.

Attualmente in funzione c’è un solo datacenter alimentato interamente da 120 pannelli fotovoltaici, situati sopra un edificio di 140 m2, nel quale c’è un server di 40 m2. Si chiama AISO (Affordable Internet Services Online), si trova a Romoland in California ed è energeticamente autonomo al 100% sia per l’energia solare captata sia per un’accorta politica di risparmio, anche senza il ricorso ai certificati verdi.


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